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Villa Widmann
Villa Seriman
Villa Seriman-Widman
Villa Widmann

Tetto

Il conte Diodato Seriman, discendente di una famiglia di ricchi mercanti Persiani trasferitasi a Venezia, riceve in dote il palazzetto sulla riviera vicino al ponte della Rescossa e gli altri beni vicini. Il Seriman incise la data MDCCXIX sull'arco della porta d'accesso alla stanza centrale come affermazione di possesso.

La villa si compone di un semplice corpo cubico a due piani abbellita da un gioco di abbaini posti a croce e ornati da un timpano tondo in perfetto stile rococò. Si pensa che il conte avesse anche fatto costruire delle barchesse, la pregevole cappella ed un ampio muro con cancellata e statue. La villa era d'altronde la Sua tenuta agricola.

Durante la metà del '700 la villa passa ad altre famiglie: è durante questo periodo che il palazzetto viene ampliato con un piano superiore e degli attici che formano il sottotetto a croce.

L'interno presenta un salone che si sviluppa su due piani, ricco di decorazioni monocrome e di affreschi a soggetto storico realizzati da Giuseppe Angeli. Dello stesso autore, sul soffitto del salone, si può ammirare anche il trionfo dei Widmann. I dipinti si trovano nel salone del pianoterra e rappresentano alle pareti il ratto di Elena e il sacrificio di Ifigenia; sul soffitto, notevole per la vivacità dei colori e la grazia delle figure femminili, vi è Giunone con le quattro stagioni. Lo stile decorativo è un misto tra il veneziano ed il lombardo. Un bel giardino con numerose statue di divinità in mezzo alle aiuole circonda la costruzione.

Nel 1883 la villa va all’asta a Dolo, e acquistata dai Somazzi; dopo altri passaggi, nel 1901 torna ai Widmann, grazie all’ultima discendente, Elisabetta Maria, che morirà in Austria nel 1953.

Tra gli ospiti di questa villa, si ricordano Papa Clemente XII (al secolo Carlo Rezzonico, del quale Ludovico Widmann aveva sposato la nipote), Carlo Goldoni, il musicista Stravinski e, ancora, Gabriele D’Annunzio.

La sua imponente barchessa ha la duplice funzione di rusticale e di foresteria; poco lontano sorge la chiesetta della villa, che accoglie le sepolture due delle ultime proprietarie Widmann.

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