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Villa Venier
Villa Venier
Villa Venier
Oratorio di Villa venier

Villa Venier destra

Venier

Costruita verso la fine del Cinquecento dalla famiglia Venier, la villa ha subito nel corso degli anni modifiche in particolare nel suo blocco centrale. Il parco fa da cornice alla casa padronale, a pianta quadrata, e alle due barchesse che, assieme al vicino oratorio, formano l’intero complesso architettonico.

La villa fu abitata per i suoi primi due secoli di vita dagli stessi Venier, mentre negli anni successivi i suoi proprietari furono i Contarini, gli Zen, i Manin, fino ai Gipollato. Il XVIII secolo vide la villa protagonista di numerose feste e vivaci banchetti, mentre oggi sono le suore canossiane ospiti delle sue mura.

Le due barchesse laterali sono arricchite al loro interno da affreschi secenteschi: quella di sinistra è impreziosita nel suo soffitto a volta dalle consuete finte architetture che, mirando ad abbattere lo spazio limitato dalle pareti murarie, inquadrano storie epiche riportate dai poemi omerici. L’insieme, unito alle grandi masse aggettanti delle colonne e delle trabeazioni, assume la tipica e importante atmosfera barocca. Anche le altre stanze sono decorate, ma le pitture sovrapposte e i vari rifacimenti nel corso dei secoli non permettono di apprezzare le caratteristiche originali delle decorazioni.

La barchessa di sinistra presenta un solo salone, anch’esso dipinto con finte architetture e con scene che hanno per protagonisti personaggi della mitologia classica. I critici sono divisi sull’attribuzione di tali pitture: si ritiene tuttavia che l’autore possa essere Francesco Ruschi, della scuola del Cavalier d’Arpino (la medesima del Caravaggio), che si ispirò nei suoi lavori alle correnti veneziane cinquecentesche e alla maestria decorativa del Veronese.

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